{"id":915,"date":"2005-04-11T13:30:59","date_gmt":"2005-04-11T11:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/creativecommons.it\/chapterIT\/?p=915"},"modified":"2020-01-21T16:16:09","modified_gmt":"2020-01-21T15:16:09","slug":"science-commons-la-condivisione-del-sapere-scientifico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/creativecommons.it\/chapterIT\/index.php\/915\/","title":{"rendered":"Science Commons: la condivisione del sapere scientifico"},"content":{"rendered":"<div class=\"content\">\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><b>NUOVO: Il nuovo sito di<span>\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/sciencecommons.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Science Commons<\/a><\/b><span>\u00a0<\/span>(link aggiunto da J.C. De Martin).<\/p>\n<h1>Science Commons<\/h1>\n<p>Traduzione di Maria Chiara Pievatolo<span>\u00a0<\/span>pievatolo@despammed.com<\/p>\n<h2>Benvenuti su Science Commons<\/h2>\n<p>Science Commons \u00e8 un nuovo progetto di Creative Commons, che partir\u00e0 l&#8217;1 gennaio 2005.<br \/>\nHa il compito di incoraggiare l&#8217;innovazione scientifica, facilitando agli scienziati, alle universit\u00e0 e alle industrie, l&#8217;uso di letteratura, dati e altri oggetti di propriet\u00e0 intellettuale e la condivisione della loro conoscenza con gli altri. Science Commons si vale della vigente legislazione sul<span>\u00a0<\/span><i>copyright<\/i><span>\u00a0<\/span>e sui brevetti per promuovere strumenti giuridici e tecnici volti a eliminare le barriere alla condivisione.<\/p>\n<h2>Presupposti<\/h2>\n<p>La scienza dipende dall&#8217;accessibilit\u00e0 e dall&#8217;uso di dati di fatto. Grazie ai progressi nell&#8217;archiviazione e nel calcolo elettronico, l&#8217;indagine scientifica, in quasi tutte le discipline, sta diventando sempre pi\u00f9 ricca di dati. Sia che si tratti di meteorologia, o di genomica, o di medicina, o di fisica delle alte energie, la ricerca dipende dalla disponibilit\u00e0 di database molteplici, provenienti da molteplici fonti, pubbliche e private, e dalla loro apertura ad essere ricombinati, esplorati ed elaborati agevolmente.<\/p>\n<h2>Le tradizioni statunitensi<\/h2>\n<p>Negli Stati Uniti, questo processo \u00e8 stato tradizionalmente sostenuto da una serie di politiche, leggi ed usanze per lo pi\u00f9 invisibili perfino a chi lavorava nel campo della scienza.<br \/>\nIn primo luogo, il diritto americano sulla propriet\u00e0 intellettuale (e, fino a poco tempo, quello dei paesi pi\u00f9 sviluppati) non concedeva la tutela della propriet\u00e0 intellettuale sui \u201cmeri fatti\u201d. Si poteva brevettare la trappola per topi, ma non i dati sui comportamenti dei topi, o sulla resistenza a trazione dell&#8217;acciaio. Un articolo scientifico poteva essere sottoposto a diritto d&#8217;autore, ma i dati su cui si fondava no. La propriet\u00e0 commerciale doveva essere limitata alla fase prossima al punto in cui un prodotto finito entra nel mercato. I dati al di sopra rimanevano a disposizione di tutto il mondo. In secondo luogo, la legge degli Stati Uniti imponeva che anche le opere del governo federale che potevano essere sottoposte a diritto d&#8217;autore ricadessero immediatamente nel pubblico dominio \u2013 una disciplina di grande importanza, a causa dell&#8217;enorme coinvolgimento dello stato nelle ricerca scientifica. In senso pi\u00f9 ampio, la consuetudine, nel campo della ricerca scientifica a finanziamento federale, era quella di incoraggiare una diffusa disseminazione di dati a prezzo di costo o sottocosto, nella convinzione che, similmente alla rete delle strade interstatali, l&#8217;offerta di questo bene pubblico avrebbe prodotto incalcolabili vantaggi economici.<br \/>\nIn terzo luogo, nelle scienze stesse, e in particolare nelle universit\u00e0, una forte tradizione sociologica \u2013 talvolta detta tradizione mertoniana della scienza aperta \u2013 scoraggiava lo sfruttamento proprietario dei dati \u2013 in quanto opposto alle invenzioni derivanti dai dati \u2013 e richiedeva, come condizione per la pubblicazione, la disponibilit\u00e0 degli insiemi di dati su cui si basava l&#8217;opera.<\/p>\n<h2>Innovazione tecnologica e attrito giuridico<\/h2>\n<p>Questi tre principi fondamentali si sono evoluti \u2013 con il passo naturalmente lento degli ordinamenti giuridici &#8211; da concetti che esistevano anche prima della Rivoluzione Industriale. Analogamente, la pubblicazione scientifica ha una tradizione assai antica. Le tecnologie moderne, e soprattutto l&#8217;impiego progressivo del<span>\u00a0<\/span><i>World Wide Web<\/i><span>\u00a0<\/span>come biblioteca, hanno cambiato per sempre il meccanismo della trasmissione e della riproduzione dei documenti. In molti campi i risultati sono pubblicati quasi alla stessa velocit\u00e0 con cui vengono ottenuti. Ma il diritto d&#8217;autore \u00e8 mutato con un passo diverso. La combinazione del progresso della tecnologia moderna con un sistema giuridico progettato per un ambiente basato su una tecnologia diversa sta oggi producendo alcune conseguenze non volute. Una di queste \u00e8 una specie di \u201cattrito\u201d giuridico che ostacola l&#8217;uso delle scoperte scientifiche e pu\u00f2 condurre a scoraggiare l&#8217;innovazione.<br \/>\nPer contrapporvisi, una comunit\u00e0 ampia e vigorosa si \u00e8 unita a sostenere il concetto di Open Access per la letteratura scientifica. \u201cdigitalizzato, on-line, gratuito, e libero dalla maggior parte delle restrizioni connesse al diritto d&#8217;autore e alle licenze\u201d. I National Institutes of Health statunitensi hanno proposto un<span>\u00a0<\/span><i>Open Access<\/i><span>\u00a0<\/span>obbligatorio per tutte le ricerche da loro finanziate, a partire da sei mesi dopo la data di stampa, e nel Congresso c&#8217;\u00e8 sostegno per questa iniziativa. La maggior parte delle riviste importanti hanno concesso agli autori il diritto di pubblicare per proprio conto delle versioni dei loro articoli<span>\u00a0<\/span><i>peer-reviewed<\/i>. Ma le questioni giuridiche sono ancora senza risposta: come un autore pu\u00f2 rendere disponibile al pubblico la sua opera, pur assicurandosi di conservare qualche diritto su di essa?<br \/>\nIl passo diverso del cambiamento della tecnologia moderna rispetto diritto crea attrito anche altrove. Per esempio, nell&#8217;ambito della genetica, la disciplina sui brevetti si \u00e8 approssimata pericolosamente a un diritto di propriet\u00e0 intellettuale sui meri fatti \u2013 i C, G, A e T di una particolare sequenza genetica. In altri ambiti, complicati contratti per adesione creano diritti di propriet\u00e0 intellettuale de facto sui database, completati da accordi di estensione e da molteplici limitazioni sull&#8217;uso. Sul piano legislativo, gli Stati Uniti stanno considerando e l&#8217;Unione Europea ha gi\u00e0 adottato un \u201cdiritto sui database\u201d che effettivamente concede la tutela della propriet\u00e0 intellettuale sui fatti \u2013 mutando una delle premesse fondamentali della propriet\u00e0 intellettuale: che non si possono mai possedere fatti o idee, ma solo le invenzioni o le espressioni prodotte dalla loro intersezione.<br \/>\nAnche il ruolo del governo federale sta cambiando. Ai sensi dell&#8217;importante e meraviglioso Bayh-Dole Statute, i ricercatori con finanziamento federale sono incoraggiati a cercare un uso potenzialmente commerciale della loro ricerca. Le universit\u00e0 sono divenute partner nello sviluppo e nella mietitura dei frutti della ricerca. Questo processo ha prodotto, in molti casi, dei risultati stupefacenti, convertendo la scienza nuda ed essenziale in prodotti utili per molte industrie. Ma, di conseguenza, il perseguimento della commercializzazione ha risalito la corrente, raggiungendo, in qualche caso, i livelli della ricerca e dei dati fondamentali, e ci\u00f2 ha creato complicati requisiti giuridici. Se i particolari possono diventare complicati quando la propriet\u00e0 intellettuale incombente \u00e8 un nuovo \u201cmetodo\u201d per mettere alla prova l&#8217;attivit\u00e0 biologica, ci sono ancora pi\u00f9 problemi per la tutela tramite brevetto dei geni, delle proteine e delle funzioni che se ne derivano.<br \/>\nIl mero costo, in termini di tempo e di denaro, di un lavoro legale cos\u00ec complesso e multilaterale pu\u00f2 mettere la propriet\u00e0 intellettuale in fuorigioco \u2013 le spese legali, semplicemente, sono pi\u00f9 costose di quanto il prodotto potrebbe guadagnare sui mercati aperti una volta fatto il lavoro legale. Questo ostacola l&#8217;innovazione scientifica, poich\u00e9 il valore dell&#8217;informazione scientifica aumenta esponenzialmente se \u00e8 connessa ad altra informazione scientifica, e si minimizza quando essa \u00e8 tenuta segregata dal diritto.<\/p>\n<h2>Alla ricerca di una soluzione<\/h2>\n<p>Queste circostanze non sono passate inosservate. Numerosi scienziati hanno sottolineato l&#8217;ironia del fatto che, nel momento storico in cui abbiamo le tecnologie per rendere i dati scientifici disponibili a tutto il mondo ed elaborarli in maniera distribuita, le restrizioni giuridiche sul trasferimento rendono pi\u00f9 difficile connettere i punti. Societ\u00e0 di eruditi come le National Academies of Sciences, enti di finanziamento federale come la National Science Foundation e altri gruppi hanno espresso preoccupazione per e tendenze che si stanno sviluppando. La soluzione avr\u00e0 bisogno di essere tanto complessa quanto il problema che cerca di risolvere, cio\u00e8 dovr\u00e0 essere multidisciplinare e multinazionale, e dovr\u00e0 coinvolgere iniziative sia pubbliche sia private.<\/p>\n<h2>Partecipate a Science Commons<\/h2>\n<p>Science Commons \u00e8 un progetto esplorativo volto ad applicare le idee e le iniziative di Creative Commons all&#8217;ambito della scienza.<\/p>\n<h3>1.Pubblicazione scientifica \/ Riviste e archivi Open Access<\/h3>\n<p>In questo caso Science Commons \u00e8 una prosecuzione del ruolo di patrocinatore dell&#8217;interesse pubblico, tradizionalmente svolto da Creative Commons. Le licenze Creative Commons esistenti hanno una rilevanza immediata nel campo della pubblicazione scientifica. Citiamo come esempio la Public Library of Science (PloS) che ha convenuto di adottare la licenza CC Attribution come licenza di base \u2013 mettendo chiunque in grado di offrire e distribuire traduzioni, purch\u00e9 sia fatta menzione degli autori originari. Ma ci sono molte altre questioni: il lato giuridico \u00e8 stato lento ad evolversi, creando all&#8217;innovazione fastidi, spese e barriere non necessarie. Siamo convinti che, in aggiunta alle licenze CC gi\u00e0 create, la pubblicazione scientifica produce altri ambiti di interesse connessi alle licenze, come: * licenze per la pubblicazione in altre riviste * licenze su<span>\u00a0<\/span><i>preprints<\/i><span>\u00a0<\/span>e<span>\u00a0<\/span><i>postprints<\/i><span>\u00a0<\/span>* licenze per il<span>\u00a0<\/span><i>self-archiving<\/i><span>\u00a0<\/span>(autoarchiviazione) da parte dell&#8217;autore * meccanismi di autoarchiviazione * implicazioni giuridiche del modello economico Open Access * applicazione di licenze meccanicamente leggibili ai documenti<\/p>\n<h3>2.Licenze e trasferimento di tecnologia<\/h3>\n<p>Alcune barriere al flusso dei dati o delle scoperte scientifiche sono necessarie; per esempio i brevetti, usati nel modo giusto, possono dare gli incentivi necessari a finanziare la ricerca futura. Il problema \u00e8 se ci sono barriere non necessarie al flusso dei dati scientifici e alla scoperta che Science Commons pu\u00f2 aiutare a risolvere.<br \/>\nQuesto sforzo \u00e8 esplorativo. Osserva il ruolo tradizionale di gruppo legale che patrocina l&#8217;interesse pubblico, ma si estende oltre il diritto d&#8217;autore entro gli ambiti dei brevetti, del trasferimento tecnologico e della concessione di licenze di propriet\u00e0 intellettuale. Siamo interessati ad indagare su questioni come: * in che modo usare l&#8217;azione collettiva per mantenere la circolazione dei dati \u201ca monte\u201d? * licenze-modello aperte ridurrebbero i costi di transazione nella concessione di licenze di propriet\u00e0 intellettuale? * che valore avrebbero delle licenze-modello aperte per le malattie orfane e per quelle dei poveri del mondo? * che modelli di licenza richiederebbe una realistica \u201camministrazione fiduciaria\u201d di tecnologia? * in che modo le organizzazioni finanziatrici e le universit\u00e0 possono usare licenze-modello aperte? * come conservare il tradizionale carattere di pubblico dominio dei database?<\/p>\n<h3>3.Inefficienza nell&#8217; amministrazione dei dati<\/h3>\n<p>Una tendenza ulteriore della scienza \u00e8 la parallelizzazione della generazione di dati: pi\u00f9 semplicemente, le macchine stanno assumendo il ruolo di creare i dati puntuali, mentre gli uomini rimangono i loro interpreti primari. Ai sensi del Bayh-Dole Statute, sono proprio queste interpretazioni ad essere, tipicamente, del massimo valore: il meccanismo di azione con cui funziona il cancro, o la deduzione della funzione di un gene. Solo una piccola percentuale dei meri dati \u00e8 effettivamente usata per sostenere tali interpretazioni. Anche gli innovatori usano solo una piccola porzione dei dati, perch\u00e9 il primo gradino dell&#8217;analisi \u00e8 appunto la loro riduzione statistica. Dopo tutto, quale scienziato \u00e8 in grado di archiviare e interrogare un modello mentale di pi\u00f9 di 25000 geni? Questa \u00e8 un&#8217;amministrazione dei dati estremamente ricca di sprechi, nella quale informazioni valide sui mutamenti di stato e il comportamento contestuale della biologia, della chimica, della fisica e di altre scienze vengono semplicemente versate per terra.<br \/>\nCi sono tentativi significativi di archiviare tali insiemi on-line, ma si devono prendere in considerazione molti aspetti tecnici e giuridici. Science Commons sta indagando sia i meccanismi legali che governano le mere raccolte di dati on-line, sia i progetti di tecnologia per pubblicare simili raccolte in modo da renderle pi\u00f9 utili. Il tentativo del World Wide Web Consortium per un Semantic Web for Life Sciences \u00e8 una parte essenziale di questa indagine, come il progetto del MIT Dspace per l&#8217;archiviazione digitalizzate. Intendiamo porre questioni come: * quante combinazioni sono state sperimentate soltanto perch\u00e9 erano implicite nel progetto dell&#8217;esperimento come ordinamento parallelo di massa? * quante di queste ipotesi erano effettivamente contemplate dai creatori dell&#8217;esperimento? * in che modo \u00e8 stato osservato il comportamento di, poniamo, cinquanta geni in un certo tessuto, per tutti gli esperimenti pubblici? * quali clausole contrattuali potrebbero governare tali database?<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NUOVO: Il nuovo sito di\u00a0Science Commons\u00a0(link aggiunto da J.C. De Martin). Science Commons Traduzione di Maria Chiara Pievatolo\u00a0pievatolo@despammed.com Benvenuti su Science Commons Science Commons \u00e8 un nuovo progetto di Creative Commons, che partir\u00e0 l&#8217;1 gennaio 2005. 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